Diagnosi


Diagnosi
Valutazioni funzionali
Interventi individuali
Gruppi in età pre-scolastica
Laboratorio d’insegnamento di abilità sociali
Apprendimento di autonomie
Formazione e inserimento professionale



Il percorso diagnostico deve rispondere alla necessità di ogni genitore di sapere in cosa consistono, ma soprattutto a cosa sono dovute, le difficoltà del proprio figlio o della propria figlia. Stabilire una diagnosi non significa unicamente apporre un’etichetta, ma permettere ai famigliari di conoscere meglio il funzionamento del proprio figlio e quindi di accompagnarlo meglio nella sua educazione e crescita. Conoscendo i bisogni reali della persona in funzione delle sue competenze e possibilità, la famiglia e la rete medico-educativa sarà maggiormente in grado di valutare bisogni istituzionali ed educativi.


Per quanto concerne la diagnosi di autismo o di un altro Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, si parla di diagnosi socio-educativa e non medica. Ciò non toglie che un’indagine medica approfondita è comunque necessaria per un inquadramento diagnostico completo e corretto. Questo permette di confermare un sospetto, di completare una diagnosi differenziale e/o di escludere una diagnosi.

Cosa si intende per percorso diagnostico presso il Centro D.I.P.E. ?

  1. La famiglia viene accolta al Centro D.I.P.E. dove le viene spiegato in cosa consiste l’inquadramento diagnostico. Per aiutare i famigliari, fin da subito, nel loro difficile percorso, è necessario fornire loro indicazioni chiare sulle finalità di un percorso diagnostico, sugli strumenti a disposizione, sulle conseguenze (educative, amministrative, pratiche), sulle possibilità d’intervento ed evolutive. La famiglia potrà poi decidere con cognizione di causa, ma dovere del professionista è e resta, come primo passo per costruire un’alleanza educativa fondamentale allo sviluppo del bambino, una chiara e corretta informazione.

  2. A seconda del caso, un calendario specifico di varie valutazioni ed esami medici verrà stabilito con la famiglia. Tutte le informazioni raccolte costituiranno il dossier diagnostico-valutativo che verrà restituito alla famiglia. Questo rapporto viene consegnato e spiegato alla famiglia nel quadro di un colloquio.

  3. La segnalazione e la richiesta d’inquadramento diagnostico può provenire sia dalla famiglia stessa, sia dal medico curante (da qui l’importanza di una collaborazione con i medici pediatri, neuropediatri, ecc.), sia dalle entità scolastiche (pre-asili, scuole materne, scuole regolari e scuole speciali), sia da enti che si occupano di prima infanzia (ad esempio SOIC, servizi della Pro Infirmis, ecc.).

  4. Per quanto concerne i criteri diagnostici, il Centro D.I.P.E. si basa sui criteri del DSM IV-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali,Text Revision, dell’Associazione Americana di Psichiatria, 2000) e dell’ICD-10 (Classificazione Internazionale delle Malattie. Capitolo V (F): Disturbi mentali e disturbi del comportamento, dell’Organizzazione Mondiale della Salute, 1992). Altre classificazioni riconosciute internazionalmente (ad esempio: la classificazione diagnostica: 0-3, ecc.) possono fornire ulteriori chiarimenti nel percorso di accertamento diagnostico.

  5. Un' attenzione particolare viene data a quelle persone adulte che non hanno una diagnosi chiara, sia a causa di “errori” interpretativi legati al passato, sia perché non hanno potuto godere di un percorso che tiene conto delle conoscenze attuali. In questo caso, il Centro D.I.P.E. si propone per una rivalutazione del caso.

  6. Per realizzare il percorso diagnostico, il Centro D.I.P.E. ricerca la collaborazione di:

    • medici pediatri, neuropediatri, ecc., docenti, altre persone od enti che entrano in contatto con la famiglia per quanto concerne il primo sospetto che possa esistere un disturbo pervasivo dello sviluppo o della comunicazione e dell’interazione sociale;
    • medici pediatri per il seguito medico;
    • una rete di specialisti per valutazioni specifiche (logopedisti, ORL, genetisti, psicologi, psichiatri, ecc.)