Valutazioni funzionali


Diagnosi
Valutazioni funzionali
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Gruppi in età pre-scolastica
Laboratorio d’insegnamento di abilità sociali
Apprendimento di autonomie
Formazione e inserimento professionale

 

Stabilire una diagnosi non è sufficiente se non ne conseguono delle indicazioni utili all’intervento con il bambino. In questo senso non è la diagnosi che fornisce queste indicazioni, ma una valutazione funzionale, che fornisca cioè quegli elementi utili ad impostare un intervento adeguato al livello del bambino, con la definizione di obiettivi funzionali.

Le valutazioni cognitive, educative, lavorative, di autonomie, di abilità comunicative e sociali sono fondamentali per un progetto educativo individualizzato. Esse permettono un aggiustamento costante e forniscono una giustificazione oggettiva ed osservabile dell’intervento.

“Mentre la diagnosi clinica ha lo scopo di classificare all’interno di categorie riconoscibili e stabili nel tempo, la valutazione funzionale ha lo scopo di “differenziare” i diversi soggetti, tenendo conto delle variazioni nelle competenze che avvengono su base temporale e sulla base dei diversi interventi, e quindi di orientare l’intervento individualizzato. La valutazione funzionale, infatti, per sua natura:

  • è individualizzata e specifica, esula da definizioni generali e quindi considera l’individuo per come funziona in un certo ambiente
  • mette in luce le aree di potenzialità e non solo i danni
  • parte dall’esigenza di dare risposte ai bisogni
  • suggerisce modalità e tecniche specifiche d’intervento
  • è dinamica, soggetta per sua natura a modifiche periodiche sulla base dell’evoluzione del quadro
  • permette di valutare l’esito degli interventi
  • è uno strumento interdisciplinare." ¹


Anche per i diversi ambiti delle valutazioni funzionali rimane aperta la possibilità di far capo alla collaborazione di altri professionisti che possano apportare conoscenze e tecniche specifiche.

Il servizio del Centro D.I.P.E. si occupa del settore valutativo su diversi fronti:

la valutazione psicoeducativa: definisce le competenze e le attitudini necessarie a favorire l’autonomia. Mediante strumenti standardizzati quali il PEP-R (Psychoeducational Profile Revised), il PEP3 (ultima versione del PEP-R), l’AAPEP (Adolescent and Adult Psychoeducational Profile) vengono valutate diverse aree di sviluppo e di funzionamento. Questi strumenti sono stati elaborati dalla Divisione TEACCH (Treatment and Education of Autistic and Related Communication Handicapped Children) dell’Università della Carolina del Nord, che si occupa da più di 30 anni della problematica, e dove la filosofia di base sviluppata è riconosciuta come programma di stato nell’ambito dell’autismo e dei disturbi della comunicazione correlati. Essi permettono di stabilire il profilo di sviluppo e le caratteristiche comportamentali del bambino o un quadro delle capacità lavorative e d’autonomia dell’adolescente / dell’adulto. Costituiscono un punto di partenza per la definizione del progetto educativo individualizzato (PEI).

• la valutazione della comunicazione: attraverso la raccolta e l’osservazione sistematica della produzione comunicativa spontanea della persona in situazioni di vita quotidiana, e grazie a valutazioni specifiche del linguaggio verbale e non verbale, si possono meglio osservare e riconoscere le abilità e le difficoltà nell’ambito della comunicazione. Tramite griglie d’osservazione si raccolgono indicazioni su modalità, forme e funzioni della comunicazione spontanea della persona. Queste serviranno da base di partenza per implementare un percorso d’insegnamento di nuove competenze comunicative per quanto concerne modi, funzioni, contesti. L’insegnamento della comunicazione deve seguire gli stessi criteri di programmazione che qualsiasi altro insegnamento di abilità (capacità attuali, obiettivi, strumenti, tempi, valutazione continua).

• la valutazione cognitiva: a seconda dei casi, sarà necessario ampliare le conoscenze per quanto concerne il funzionamento negli aspetti cognitivi della persona. Il centro D.I.P.E. dispone di strumenti d’indagine (su percezione, linguaggio, memoria, intelligenza non verbale, ecc.), tramite i quali può essere proposto un percorso valutativo specifico.

• la valutazione delle autonomie e delle abilità sociali: una buona conoscenza delle autonomie riveste una particolare importanza nella presa a carico di persone affette da autismo, disturbi pervasivi dello sviluppo, disturbi della comunicazione e dell’interazione sociale. Le valutazioni in questo campo toccano gli ambiti della cura di sé, del gioco, del tempo libero e del lavoro. Una rigorosa ed oggettiva osservazione delle particolarità delle interazioni sociali permette di stabilire degli obiettivi d’insegnamento che possono rendere più adeguata e migliore la qualità delle relazioni interpersonali.

 

¹ Tratto da: Progetto Regionale Sindrome Autistica, Buone prassi nell’organizzazione di servizi per l’autismo.